martedì 14 maggio 2019

IL RITORNO DEI TRIP CANTAUTORALI


Con più il tempo passa e con più diventa difficile rompere questo silenzio di tomba. Se non fosse per certe incombenze a livello di eventi che sarebbe bene comunicare continuerei volentieri con questo “sciopero delle minchiate a raffica”.

Vi informo che ci sono novità in arrivo, in tutti i campi quindi fate ballare l'occhio, l'orecchio e tutto il resto, ma soprattutto se avete le tette fate ballare quelle, mi raccomando!

Per iniziare bene la stagione primavera-estate sabato 18 maggio potrete ascoltare nuove e vecchie composizioni kamaliche a Brescia in Corso Zanardelli dalle ore 21 in occasione della “Notte Bianca della Mille Miglia”.

Dopodichè vorrei segnalarvi un evento che si svolgerà alla stazione di Malonno (BS) domenica 19 maggio, ovvero “Terra Camuna”, esposizione di prodotti locali di vario genere, dalle 10 alle 18. Sarà presente nella sezione “Arte e musica” anche il mio amico el Fédèr con le sue creazioni di liuteria non convenzionale. A una certa interverrà anche il sottoscritto nei panni de “il maestro Carlones” che assieme al Fédèr e a possibili altri musicisti di passaggio si cimenterà in una dimostrazione dell'uso dei suddetti strumenti per la produzione di sinfonie trascendentali di matrice folk-aliena.

Il 23, 24 e 25 maggio inoltre presenzierò come opinionista vip all'evento interplanetario Yes We Can a Cerveno (BS).

Oltre a ciò, il 31 maggio al pub Sugar Reef di Boario Terme (BS) suonerò in compagnia di un altro cantautore, per la prima volta su un palco camuno, ovvero Alessio Accardi dalla provincia di Milano. Ognuno proporrà i propri pezzi e faremo anche un paio di canzoni assieme.

E poi a seguire ci saranno molte altre novità (in dolce attesa di un ipotetico tour camuno-scavino-altoatesino-svizzero-austro-ungarico-calabro-persiano
casentinese-agro-silvo-pastorale...). 
Durante questo lungo ritiro spirituale autunno-inverno-primaverile in cui oltre ad aver combinato un sacco di guai, ho tramato parecchio nell'ombra riavvicinandomi ad altre arti già coltivate in passato, pensavo addirittura (come sempre) di essere giunto al capolinea dal punto di vista musicale, poi l'Universo ha deciso di regalarmi una tastiera paìna anni '80 e da lì è ripartito tutto il trip. Anche e soprattutto quelli chitarristico e cantautorale.

E quando girano i trip giusti si sa che la musica non può far altro che trarre giovamento. Chi vivrà vedrà...

Quindi basta rompere le palle alle cicale perché "non lavorano", se le formiche vogliono ascoltare la colonna sonora giusta mentre si spaccano la schiena per costruire un domani che chissà mai se esisterà devono accettare il fatto che qualcuno non si spacchi la schiena nel modo in cui lo fanno loro, perché appunto sta realizzando una famigerata colonna sonora per rendere le loro vite un po' meno pallose.

Detto questo (il ritorno delle michiate a raffica...) vi  lascio con questa intervista (per chi non l'avesse ancora vista) fattami da Armando Simonini di Localemusica/Malonnonews poco tempo fa...



lunedì 13 maggio 2019

...And for the "unitalian speakers"... Here's Legends of Valle Camonica english version. Many thanks to Claire Stephens for helping me translating the texts....ENJOY!!



martedì 7 maggio 2019

LEGGENDE DELLA VALLE CAMONICA SU YOUTUBE!!!

Et voilà finalmente su Youtube la collaborazione tra Kamal e Francesca Cocchi dedicata ad alcune delle ancestrali leggende della nostra Valle Camonica... Presto anche in inglese... Buon ascolto, buona visione ma soprattutto buone visioni....... ahahahah (risatina elfica leggermente malefica)!

lunedì 11 febbraio 2019

2019: SOBRIETà, DECORO E PAGANESIMO ANCESTRALE.

Domenica 17 febbraio 2019 alle ore 19 ultima apparizione pubblica di Kamal  (gran visir delle boche daerte di tutto il sistema socio-sanitario-solare-interplanetario, attualmente ibernato in una pista da pattinaggio abusiva per folletti e trolls in una zona imprecisata della Valsaviore, verrà scongelato appositamente per l'occasione...) prima di un lungo ritiro spirituale in un monastero svizzero sulle orme del grande San Nicola di Flüe

Accompagnato al violino dalla strepitosa e biondissima Mirela Isaincu e coadiuvato da ospiti ecceziunali veramente (nello specifico il rapper di fama internazionale Diego Drama, originario di Paisco, megalopoli sperduta tra le Alpi) il nostro cantautore ci farà sentire una sfilza di cotech... ehm... di canzonette più o meno intelligenti, più o meno tristi, più o meno aderenti alla realtà dei fatti (e/o al suo immaginario collettivo), più o meno tutto, più o meno niente. Saranno presentati per l'occasione anche due inediti di recentissima (de)composizione.

La funzione liturgica sarà celebrata presso lo Sugar Reef Pub di Darfo Boario Terme (BS).

Occasione unica ed inimitabile. Come tutte, del resto. 
Da cogliere al volo, come se non ci fosse un domani. Amen


mercoledì 12 dicembre 2018

CARA SANTA LUCIA...



Sappi che ho appena affidato a un piccione viaggiatore la lettera che ti scrissi l'anno scorso (che non ebbi il coraggio di consegnarti) e va beh.... Non so se leggi il mio blog, anche perché in braille fino ad ora non l'ho ancora tradotto... Magari ascolti la mia musica o magari no, cazzi tuoi. L'importante è che mi porti quello che ti ho chiesto (chissà se l'asinello sa leggere...) perché sto iniziando a perdere la pazienza (finalmente!). A dire la verità quanto richiesto sulla lettera di fatto è già nelle mie mani. Mi servono solo un briciolino di volontà e coraggio in più.

Comunque sia, devoti o non devoti alla santa più fica dell'Universo, ho un importante annuncio da farvi. Dopo qualche mese di autoesilio dai palchi (in cui mi sono limitato a sporadiche esibizioni stradaiuole o a qualche open-mic in terra portoghese, di cui qui sopra uno spezzone di un'esibizione in compagnia di Manuel Bonzi allo djembè) finalmente il 24 dicembre tornerò a suonare nel locale più fico dell'emisfero settentrionale (ebbene sì sarò anche pazzo ma non sono un terrapiattista) ovverosia il mitico Bar La Fuente di Bienno, nella mia amata/odiata/variedeventuali Valle Camonica. E non vedo l'ora. Suonerò in compagnia della violinista più megagalattica che io conosca ovvero Mirela Isaincu e sarò lieto di condividere il palco con degli ospiti speciali (chi indovina vince un viaggio a Valle). Ormai si organizzano serate tipo Kamal & friends (mica patatine!), forse sono il nuovo Pavarotti (anche se forse come si dice dalle mie parti, devo mangiarne ancora di polenta... in questo caso nel vero senso della parola...). Magari tra di voi c'è chi si starà domandando se sono stato influenzato dal fado (come pure fui influenzato dal flamenco, in particolare dalla rumba catalana, durante il mio lungo soggiorno spagnolo nel lontano 2008). Vi dirò di più. Non conoscevo se non superficialmente il fado. So che molti lo considerano estremamente palloso ma a me piace particolarmente per la sua visceralità ancestrale seppur mantenendo un livello molto alto di decoro, lontano anni luce dagli esibizionismi e dall'appiattimento del gusto tipici della musica angloamericaneggiante, che ascolto anche però mi rallegro quando scopro che non esiste solo quella o suoi tristi e ridicoli cloni . Più che esserne influenzato ho scoperto che la mia musica è già di per sé un fado e anzi, ero molto più fado quando non sapevo nemmeno cosa fosse. Prendete Biis Matino per esempio. A parte essere una mezza copia (involontaria) di un pezzo di Battisti, cos'è se non un fado australo-camuno (lo scrissi in Australia)? E vabbeh se qualcuno di voi volesse metter su una band di fado in Valle Camonica vi posso suggerire il nome: Fadonfado (liberamente ispirato da band come i Fomanblues e i Fomenjuna).
E a parte ste stronzate, torniamo alle cose serie. Si diceva di Santa Lucia appunto. Non so se arriva fino in Portogallo. Però avendo riproposto la letterina dell'anno scorso magari con un anno di ritardo... vedremo...
Per il 2019 poi ho molti progetti a cui sto lavorando assiduamente. Perché a me la realtà così com'è non va. Voglio fare la mia piccola parte per favorire il cambiamento verso forme di umanità più evolute. Rudolf Steiner diceva che l'arte vera e propria è una continuazione dell'opera della creazione di Madre Natura (o Dio, o chiamatelo come volete). Con più vado avanti con più mi trovo d'accordo con questa visione. Lo scopo è evolutivo, poi va beh c'è anche l'ego degli artisti da tenere da conto, come pure la coglionaggine di quei fans che idolatrano appunto l'ego gli artisti (oppure, peggio ancora il loro involucro, facendo del male a sè stessi e al contempo all'anima degli artisti che idolatrano come divinità). Il mio in primis, ve lo dovete sorbire come pure me lo devo sorbire io (e soprattutto chi nella vita mi sta vicino, mi supporta, mi sopporta e mi vuole bene così come sono). Il mio involucro non è niente male, così si dice, ma mi auguro di essere sempre più trasparente lasciando meno tracce possibile in ciò che produco (sarebbe meglio dire in ciò che traduco...). Mi auguro di non essere idealizzato o idolatrato. Ho dovuto sputare anche io sui miei idoli, sulle mie divinità adolescenziali, potete farlo anche voi se vi va. È estremamente liberatorio. L'importante è lasciare che l'arte fluisca. Il mondo cambia, questo sistema crollerà, me lo auguro perché sento che è estremamente tossico. Questo è il mio piccolo contributo.
Per esempio quando parlo di aborigeni italiani non scherzo affatto (se non chè li allargherei al mondo intero, ma iniziamo a fare un po' alla volta...). Scherzo quasi sempre, tranne quando canto. Sappiatelo.
Detto questo... Cara Santa Lucia... Mi raccomando (ocio alle buche nell'asfalto!).

martedì 20 novembre 2018

NOTIZIE DALLO SPAZIO SIDERALE


Mi pare più che doveroso, ovverosia estremamente piaceroso (e mi dispiace molto se questa parola non esisteva... ora c'è e me ne assumo la totale paternità ma allo stesso tempo la dichiaro di pubblico dominio) informare il mio amatissimo pubblico (che sarà pure esiguo ma io gli voglio un'infinità di bene) di ciò che vado attualmente tramando nell'oscurità. 

Ebbene sì inseguendo “una libellula in un prato” (per dirla alla Mogol-Battisti) a un certo punto mi sono ritrovato laddove tramonta il sole che più in là non si può. Ho guardato quell'enorme distesa d'acqua e ho pensato... più in là di così è difficile eh!?!... Anche perché le libellule non volano sull'oceano. Eppoi a me il La diesis mi sta un po' sulle palle.

Quindi ho deciso di rintanarmi in una piccola caverna (per rendere omaggio alla mie radici trogloditiche) a tartassarmi di domande insulse sul perché e sul percome.
Sono arrivato poi, sempre sfruttando le mie radici, ad una spietata ma sincera conclusione. Ovvero che a qualsiasi perché puoi rispondere con “Perché la gamba l'è tacàda al pè” (traduzione simultanea per le genti diversamente trogloditiche: “perché la gamba è attaccata al piede”).
Per quanto riguarda il percome, ci devo ancora arrivare ma del resto è piuttosto (miserabilmente) comodo rimanere nell'ignoranza quindi lo rimando a data da destinarsi, da qui all'eternità. 

Detto questo (ci ho messo un po' per capirlo ma ci sono arrivato in data odierna), poiché non c'è nulla da capire, non ci resta che agire. Piano piano, s'intende. 

Vi informo che non sono qui a grattarmi le palle come se non ci fosse un domani, sto lavorando per voi. Per me, per noi. 

Anche se non è un fine ma bensì un mezzo, sappiate che se non finisce il mondo entro breve, è possibile che nel 2019 esca un nuovo album di Kamal. 
Pensavo fosse già tutto scritto, tipo che di canzoni mai pubblicate ne ho tantissime ma invece no (se volete quelle ve le vendo, costano un po' però essendo roba d'antiquariato). Sto iniziando molto timidamente (tra virgolette e lo capirete quando le ascolterete) a scrivere roba nuova. Oggi potrei aver addirittura partorito il titolo del disco (vorrei insistere sul fatto che non è un fine ma bensì un mezzo paragonandolo appunto al mio mezzo di locomozione favorito che è il disco volante detto anche astronavicella spaziale oppure da chi ama rimanere nell'ignoranza della pallosissima razionalità occidentale priva di fantasia: UFO). 

Qui avviene il concepimento (inteso come prima scintilla) di questa nuova creatura che poi si sceglierà l'orizzonte più adeguato per venire alla luce. 

Mi piace l'idea che sappiate che non sto cazzeggiando e non sono alla ricerca di nulla. Non sto scappando (anzi...). Non devo capire cosa fare nella vita. Non sono perso e se sono un fallito voglio esserlo all'ennesima potenza. Non so chi sono ma so cosa sono qui a fare.
In questo momento a tirarvi scemi ahahahahahahahahahahahahahahhahahah (sappiate che non sto parlando ai vostri cervelli ma alle vostre anime, se non ci capite un cazzo va bene così).
Sappiate che lo faccio per amore.

Mi amo e Vi amo. Praticamente Ci Amo.

Amen.


P.S. E intanto la Svizz....

mercoledì 10 ottobre 2018

ESPLORAZIONI EXTRACANTONALI


Può essere che chi non mi conosce bene si stia iniziando a preoccupare (oppure sta facendo i preparativi per un mega festone) per il fatto che non scrivo da un bel po' su questo blog, non cago quasi più i social (in particolare instagram, che trovo sempre più fine a sé stesso per cui di scarso interesse per quanto concerne la realtà fenomenica che vede ancora i calcolatori elettronici e i loro derivati come degli scatolotti di plastica, ricolmi di lamine e cavi a quanto pare non commestibili), forse sono morto, forse sono vivo, forse semplicemente ho altro a cui pensare. Vi avevo già accennato in più occasioni che avrei voluto prendermi un periodo di pausa a tempo indeterminato. Probabili viaggi, dentro e fuori, fuori e dentro, tricchititracche trichebalacche. Se vi può interessare la cosa sappiate che sto bene, sono in salute, innamorato, bello e lucente, veloce e silenzioso, con qualche capello bianco qua e là, sempre più in fissa con la Svizzera. Tutto sotto controllo insomma. Nulla di cui preoccuparsi seriamente . State tranquilli che non ho trovato lavoro. Più facile che il lavoro trovi me come già più volte accadde. Ho cambiato leggermente coordinate geografiche. Sono alla ricerca di territori overseas per il progetto denominato “la grande Svizzera”. Non so se promettervi o meno altri dischi, concerti, cose. Per il momento nulla, nulla di nulla, voglio solo perdermi in questo mare senza sbocco sulla Svizzera (per ora...) senza pensare troppo alle conseguenze. Devo dire che l'Aborigeni Italiani tour è stato più che soddisfacente, con un giusto equilibrio tra bestemmie e risate. Senza mai oltrepassare di troppo la soglia del pubblico decoro secondo le vigenti norme della Confederazione Elvetica. E ora boh... metteteci una bella pietra sopra e mi raccomando non aspettatevi nulla. Ci si risente più in là. E ora che ognuno torni nel suo cantone a fare ciò per cui è stato programmato dal sistema operativo vigente (ovverosia quello solare).
Buon viaggio!!!