mercoledì 12 dicembre 2018

CARA SANTA LUCIA...



Sappi che ho appena affidato a un piccione viaggiatore la lettera che ti scrissi l'anno scorso (che non ebbi il coraggio di consegnarti) e va beh.... Non so se leggi il mio blog, anche perché in braille fino ad ora non l'ho ancora tradotto... Magari ascolti la mia musica o magari no, cazzi tuoi. L'importante è che mi porti quello che ti ho chiesto (chissà se l'asinello sa leggere...) perché sto iniziando a perdere la pazienza (finalmente!). A dire la verità quanto richiesto sulla lettera di fatto è già nelle mie mani. Mi servono solo un briciolino di volontà e coraggio in più.

Comunque sia, devoti o non devoti alla santa più fica dell'Universo, ho un importante annuncio da farvi. Dopo qualche mese di autoesilio dai palchi (in cui mi sono limitato a sporadiche esibizioni stradaiuole o a qualche open-mic in terra portoghese, di cui qui sopra uno spezzone di un'esibizione in compagnia di Manuel Bonzi allo djembè) finalmente il 24 dicembre tornerò a suonare nel locale più fico dell'emisfero settentrionale (ebbene sì sarò anche pazzo ma non sono un terrapiattista) ovverosia il mitico Bar La Fuente di Bienno, nella mia amata/odiata/variedeventuali Valle Camonica. E non vedo l'ora. Suonerò in compagnia della violinista più megagalattica che io conosca ovvero Mirela Isaincu e sarò lieto di condividere il palco con degli ospiti speciali (chi indovina vince un viaggio a Valle). Ormai si organizzano serate tipo Kamal & friends (mica patatine!), forse sono il nuovo Pavarotti (anche se forse come si dice dalle mie parti, devo mangiarne ancora di polenta... in questo caso nel vero senso della parola...). Magari tra di voi c'è chi si starà domandando se sono stato influenzato dal fado (come pure fui influenzato dal flamenco, in particolare dalla rumba catalana, durante il mio lungo soggiorno spagnolo nel lontano 2008). Vi dirò di più. Non conoscevo se non superficialmente il fado. So che molti lo considerano estremamente palloso ma a me piace particolarmente per la sua visceralità ancestrale seppur mantenendo un livello molto alto di decoro, lontano anni luce dagli esibizionismi e dall'appiattimento del gusto tipici della musica angloamericaneggiante, che ascolto anche però mi rallegro quando scopro che non esiste solo quella o suoi tristi e ridicoli cloni . Più che esserne influenzato ho scoperto che la mia musica è già di per sé un fado e anzi, ero molto più fado quando non sapevo nemmeno cosa fosse. Prendete Biis Matino per esempio. A parte essere una mezza copia (involontaria) di un pezzo di Battisti, cos'è se non un fado australo-camuno (lo scrissi in Australia)? E vabbeh se qualcuno di voi volesse metter su una band di fado in Valle Camonica vi posso suggerire il nome: Fadonfado (liberamente ispirato da band come i Fomanblues e i Fomenjuna).
E a parte ste stronzate, torniamo alle cose serie. Si diceva di Santa Lucia appunto. Non so se arriva fino in Portogallo. Però avendo riproposto la letterina dell'anno scorso magari con un anno di ritardo... vedremo...
Per il 2019 poi ho molti progetti a cui sto lavorando assiduamente. Perché a me la realtà così com'è non va. Voglio fare la mia piccola parte per favorire il cambiamento verso forme di umanità più evolute. Rudolf Steiner diceva che l'arte vera e propria è una continuazione dell'opera della creazione di Madre Natura (o Dio, o chiamatelo come volete). Con più vado avanti con più mi trovo d'accordo con questa visione. Lo scopo è evolutivo, poi va beh c'è anche l'ego degli artisti da tenere da conto, come pure la coglionaggine di quei fans che idolatrano appunto l'ego gli artisti (oppure, peggio ancora il loro involucro, facendo del male a sè stessi e al contempo all'anima degli artisti che idolatrano come divinità). Il mio in primis, ve lo dovete sorbire come pure me lo devo sorbire io (e soprattutto chi nella vita mi sta vicino, mi supporta, mi sopporta e mi vuole bene così come sono). Il mio involucro non è niente male, così si dice, ma mi auguro di essere sempre più trasparente lasciando meno tracce possibile in ciò che produco (sarebbe meglio dire in ciò che traduco...). Mi auguro di non essere idealizzato o idolatrato. Ho dovuto sputare anche io sui miei idoli, sulle mie divinità adolescenziali, potete farlo anche voi se vi va. È estremamente liberatorio. L'importante è lasciare che l'arte fluisca. Il mondo cambia, questo sistema crollerà, me lo auguro perché sento che è estremamente tossico. Questo è il mio piccolo contributo.
Per esempio quando parlo di aborigeni italiani non scherzo affatto (se non chè li allargherei al mondo intero, ma iniziamo a fare un po' alla volta...). Scherzo quasi sempre, tranne quando canto. Sappiatelo.
Detto questo... Cara Santa Lucia... Mi raccomando (ocio alle buche nell'asfalto!).

martedì 20 novembre 2018

NOTIZIE DALLO SPAZIO SIDERALE


Mi pare più che doveroso, ovverosia estremamente piaceroso (e mi dispiace molto se questa parola non esisteva... ora c'è e me ne assumo la totale paternità ma allo stesso tempo la dichiaro di pubblico dominio) informare il mio amatissimo pubblico (che sarà pure esiguo ma io gli voglio un'infinità di bene) di ciò che vado attualmente tramando nell'oscurità. 

Ebbene sì inseguendo “una libellula in un prato” (per dirla alla Mogol-Battisti) a un certo punto mi sono ritrovato laddove tramonta il sole che più in là non si può. Ho guardato quell'enorme distesa d'acqua e ho pensato... più in là di così è difficile eh!?!... Anche perché le libellule non volano sull'oceano. Eppoi a me il La diesis mi sta un po' sulle palle.

Quindi ho deciso di rintanarmi in una piccola caverna (per rendere omaggio alla mie radici trogloditiche) a tartassarmi di domande insulse sul perché e sul percome.
Sono arrivato poi, sempre sfruttando le mie radici, ad una spietata ma sincera conclusione. Ovvero che a qualsiasi perché puoi rispondere con “Perché la gamba l'è tacàda al pè” (traduzione simultanea per le genti diversamente trogloditiche: “perché la gamba è attaccata al piede”).
Per quanto riguarda il percome, ci devo ancora arrivare ma del resto è piuttosto (miserabilmente) comodo rimanere nell'ignoranza quindi lo rimando a data da destinarsi, da qui all'eternità. 

Detto questo (ci ho messo un po' per capirlo ma ci sono arrivato in data odierna), poiché non c'è nulla da capire, non ci resta che agire. Piano piano, s'intende. 

Vi informo che non sono qui a grattarmi le palle come se non ci fosse un domani, sto lavorando per voi. Per me, per noi. 

Anche se non è un fine ma bensì un mezzo, sappiate che se non finisce il mondo entro breve, è possibile che nel 2019 esca un nuovo album di Kamal. 
Pensavo fosse già tutto scritto, tipo che di canzoni mai pubblicate ne ho tantissime ma invece no (se volete quelle ve le vendo, costano un po' però essendo roba d'antiquariato). Sto iniziando molto timidamente (tra virgolette e lo capirete quando le ascolterete) a scrivere roba nuova. Oggi potrei aver addirittura partorito il titolo del disco (vorrei insistere sul fatto che non è un fine ma bensì un mezzo paragonandolo appunto al mio mezzo di locomozione favorito che è il disco volante detto anche astronavicella spaziale oppure da chi ama rimanere nell'ignoranza della pallosissima razionalità occidentale priva di fantasia: UFO). 

Qui avviene il concepimento (inteso come prima scintilla) di questa nuova creatura che poi si sceglierà l'orizzonte più adeguato per venire alla luce. 

Mi piace l'idea che sappiate che non sto cazzeggiando e non sono alla ricerca di nulla. Non sto scappando (anzi...). Non devo capire cosa fare nella vita. Non sono perso e se sono un fallito voglio esserlo all'ennesima potenza. Non so chi sono ma so cosa sono qui a fare.
In questo momento a tirarvi scemi ahahahahahahahahahahahahahahhahahah (sappiate che non sto parlando ai vostri cervelli ma alle vostre anime, se non ci capite un cazzo va bene così).
Sappiate che lo faccio per amore.

Mi amo e Vi amo. Praticamente Ci Amo.

Amen.


P.S. E intanto la Svizz....

mercoledì 10 ottobre 2018

ESPLORAZIONI EXTRACANTONALI


Può essere che chi non mi conosce bene si stia iniziando a preoccupare (oppure sta facendo i preparativi per un mega festone) per il fatto che non scrivo da un bel po' su questo blog, non cago quasi più i social (in particolare instagram, che trovo sempre più fine a sé stesso per cui di scarso interesse per quanto concerne la realtà fenomenica che vede ancora i calcolatori elettronici e i loro derivati come degli scatolotti di plastica, ricolmi di lamine e cavi a quanto pare non commestibili), forse sono morto, forse sono vivo, forse semplicemente ho altro a cui pensare. Vi avevo già accennato in più occasioni che avrei voluto prendermi un periodo di pausa a tempo indeterminato. Probabili viaggi, dentro e fuori, fuori e dentro, tricchititracche trichebalacche. Se vi può interessare la cosa sappiate che sto bene, sono in salute, innamorato, bello e lucente, veloce e silenzioso, con qualche capello bianco qua e là, sempre più in fissa con la Svizzera. Tutto sotto controllo insomma. Nulla di cui preoccuparsi seriamente . State tranquilli che non ho trovato lavoro. Più facile che il lavoro trovi me come già più volte accadde. Ho cambiato leggermente coordinate geografiche. Sono alla ricerca di territori overseas per il progetto denominato “la grande Svizzera”. Non so se promettervi o meno altri dischi, concerti, cose. Per il momento nulla, nulla di nulla, voglio solo perdermi in questo mare senza sbocco sulla Svizzera (per ora...) senza pensare troppo alle conseguenze. Devo dire che l'Aborigeni Italiani tour è stato più che soddisfacente, con un giusto equilibrio tra bestemmie e risate. Senza mai oltrepassare di troppo la soglia del pubblico decoro secondo le vigenti norme della Confederazione Elvetica. E ora boh... metteteci una bella pietra sopra e mi raccomando non aspettatevi nulla. Ci si risente più in là. E ora che ognuno torni nel suo cantone a fare ciò per cui è stato programmato dal sistema operativo vigente (ovverosia quello solare).
Buon viaggio!!!

lunedì 20 agosto 2018

VALLE. PUNTO.

Precedentemente mi pare di aver scritto che era un'estate un po' di merda (magari con altre parole ma il concetto era proprio quello) poi inattesi sviluppi interiori (che si sono tradotti quasi istantaneamente in eventi esterni) ne hanno cambiato il corso facendola diventare una bomba. Ciononostante non ho cambiato le mie posizioni su quanto scritto in precedenza (in effetti la prima parte dell'estate è stata un po' una merda... ma non solo a quello mi riferisco). Il tour di “Aborigeni Italiani” sta per volgere al termine. Domani sarò al Ferrara Buskers Festival accompagnato al violino da Mirela ma ciò che vorrei sottolineare in particolare è l'esibizione di qualche giorno fa (il 16 agosto) a nientepopodimeno che Valle. Valle l'originale, quella della canzone. Laddove tutto è partito. Suonare a Valle è stata un'emozione fortissima (e manco a farlo apposta due giorni dopo ho suonato pure con la “Rifondazione Sbindulista” dietro l'angolo ovvero a Saviore dell'Adamello). È stato come un trampolino dì lancio verso lo spazio interstellare (“se vuoi crederci va bene, se no lasciami sognare” autocit...) . Come dice appunto la canzone “Valle volente o nolente me lo porto in giro in ogni continente”. Quello è ciò che voglio fare. Dal quartier generale di Valle partirà presto un UFO che si dirigerà verso lidi più o meno inesplorati, l'importante è che siano lidi perché se continuo ad aspettare che arrivi il mare in Valsaviore potrei morire di vecchiaia pur campando millenni, sognando di essere divorato da uno squalo bianco dell'Adamello. Vedi la Svizzera per esempio. È da secoli che attende imperterrita lo sbocco sul mare e per combattere la noia dell'attesa s'è inventata i buchi nel formaggio (per giunta plasticoso). Ma a un certo punto c'è poco da fare. O versi tonnellate di sale nei laghi oppure ferri il cavallo e parti alla conquista del west. Tutto questo ambaradan di discorso per presentarvi il nuovo video di Kamal, diretto dal bravissimo Rodrigo de Azevedo e dedicato interamente al paese di Valle (comune di Saviore dell'Adamello, BS Italy per chi volesse visitarlo) pur esendoci anche delle immagini di Isola, villaggio fantasma situato poco fuori da Valle, in comune di Cevo (come appunto poc'anzi dicevo). Sappiate che sono un filoimperialista dell'Impero Vallese (che verrà appunto annesso al Canton Vallese della Grande Svizzera©) e credo che Isola sia pronta a diventare a tutti gli effetti parte nell'Impero, soprattutto per il nome esotico (del tipo cazzomene del mare...) e per il clima subtropicale-artico (del tipo cazzomene di Venezia qui c'è molta più umidità). Vi informo preventivamente che sarà l'ultimo videoclip tratto dal disco “Aborigeni Italiani”. Anche perché sto avendo un principio di “sindrome battistiana” (infatti inizialmente non avrei nemmeno voluto apparire nel video poi mi sono accordato per una comparsa indolore) e necessito di isolarmi almeno per un po' dai “soliti canali”. Ho bisogno di mettere i piedi a mollo e lanciare lo sguardo all'orizzonte a tempo indeterminato. Non ho voglia di diventare schiavo della mia “carriera artistica”. Voglio che ciò che faccio sia più puro e sincero possibile. Senza fretta, senza meta. “L'importante l'è daga sfogo” come diceva quel saggio zen disceso dalla montagna (col trial). Quindi ora vi lascio alla visione del video. Se dovessi incrementare l'afflusso di turisti in Val Saviore attendo sovvenzioni dalle autorità competenti (oppure linciaggio su pubblica piazza, dipende sempre dall'indice di gradimento). L'importante è che passi il concetto principale. Vogliamoci bene e basta bruciare le streghe!!! Buona visione, anzi buone visioni!!!


lunedì 23 luglio 2018

SS96 (per una volta non parliamo della SS42!!!)


Qualche mese fa durante il tour del centro sud Italia in compagnia della violinista Mirela mi capitò di passare per la strada SS96 (ben 2 o 3 volte...) che unisce Bari alla zona delle Murge. A forza di leggere i cartelli delle varie uscite Binetto, Bitetto, Bitonto, Bitritto, Toritto... (per non parlare poi di Sant'Eramo in c. e Palo del c. su cui non sono nemmeno state fatte battute, facevano ridere già così, o leggermente storpiati tipo al posto di Palo del c. Palo nel c... ed ecco saltar fuori magicamente pure il collegamento con la Svizzera...) e farci un po' di ironia, nei giorni seguenti mi sgorgò da qualche parte (non so esattamente da dove sgorgano queste cose so solo che sgorgano) un simpatico jingle che poi è diventato un ritornello vero e proprio per una canzone che volendo potrebbe pure essere di successo. E ora sono qui per presentarvi appunto questa canzone che ho realizzato nella parte musicale grazie a Dj Monny. È una canzone ad alto potenziale di tamarrismo. Del resto già quando fischiettavo il jingle in giro per l'Italia ce la vedevo più o meno così in una veste techno dance con notevoli influenze di carattere folk. Ma ora meglio smettere di sproloquiare, andate a sentirvi il pezzo e non rompete i maroni (lo sto dicendo ai folletti che vivono nella mia testa)! Lo trovate ormai anche su tutte le varie piattaforme di musica digitale (bandcamp, spotify, itunes, deezer, ...).

Presto nuovi eventi live con i vari progetti kamalici, il mese di agosto è abbastanza “busy” e ho una comunicazione importante da farvi. No, tranqui, non mi sposo (quest'anno non faccio altro che andare a matrimoni in giro per il Mondo ma per fortuna non sono io lo sposo ahahah), ciò che devo dirvi è che se qualcuno volesse propormi delle date (o anche delle prese volendo ahahahahahahah purchè non si tratti di prese per il culo ahahahahahah) il limite massimo è il 28 agosto. Dopodichè ad eccezione di un paio di date a settembre a feste private considero l' ”Aborigeni Italiani tour” finito e mi prenderò una bella pausa a tempo indeterminato. E lascerò per un po' anche gli altri vari progetti musicali. Ho delle priorità di carattere logistico-geografico-materiale da risolvere. Se poi avete da propormi un concerto con un cachet di 100000 euro magari posso farci anche un pensierino... sempre se riuscite a trovarmi... Per il momento prendetene, ascoltatene, ballatene e fatecene quello che vi pare. Buona estate!

lunedì 25 giugno 2018

LA CAPANNA SUDATORIA FILOSVIZZERA

Madonna come è difficile sedersi davanti a un computer e scrivere ultimamente... Avrei avuto tantissime cose da condividere (perlopiù mastodontiche fesserie) ma, grazie a Dio, non ne ho trovate né la forza né la voglia, sia di organizzare il tutto che soprattutto di star lì davanti allo schermo. Avrei voluto scrivere qualcosa sul fatto che non mi sono ancora ripigliato dal rientro da Danzica (mannagg....) oppure qualcosa sul fantastico minitour veneto, sulle nuove collaborazioni, sull'altro minitour calabro-campano annullato causa malattia del sottoscritto, sul mio trentaseiesimo compleanno trascorso alle pendici del Monte Grappa, sulla Svizzera ai mondiali di calcio, sul fatto che d'estate fa caldo e i cervelli evaporano (e qui sono avvantaggiati coloro che ne sono sprovvisti) etc... etc... etc... ebbene sì anche d'estate il raffreddore è sempre in agguato. Ocio!
E in effetti non so proprio cosa scrivere dato che se dovessi iniziare a scrivere delle mie solite paranoie o i miei deliri anti-camuni o ancora meglio anti indie-trap-hiphop-stuckazz e chi più ne ha più (se) ne metta (nel culo.... non si dice culo Giacomino! Culo culo culo e vaffanculo!) meglio lasciare stare. È appena iniziata un'estate tosta. Godetevela. Io personalmente preferisco l'autunno ma pota... non mi va mai bene niente cristodio.... La rivaluterò quando sarà finita oppure l'attenderò quando sarà febbraio e vivrò in Siberia. Fatto sta che ieri, avendo partecipato per la seconda volta (a distanza di un anno dalla prima) al rituale della “capanna sudatoria” mi sono ricordato di una cosa molto importante. Di una canzone che scrissi poco meno di un anno fa (erano le prime settimane di luglio) e che chi mi segue (non sui social, chi mi segue per davvero) avrà sentito diverse volte dal vivo. Mi sono ricordato del fatto che l'avevo registrata lo scorso autunno (sempre con l'ausilio di Marco Giuradei presso il fantastico Taverna Studio di Provaglio d'Iseo) e a parte averla usata per iscrivermi a qualche concorso (di quei pochi a cui partecipo tutt'ora da anni senza mai riuscire a superare nemmeno la prima fase di scrematura generale, del resto essendo cresciuto tifoso dell'Inter i trionfi non fanno proprio per me, anche se qui siamo proprio a livelli di Kamunia Paranoika Volley ahahah...) non l'ho mai pubblicata da nessuna parte. Quindi, dato che non voglio peccare troppo di avarizia e non sono sicuro che ci saranno nuovi album di Kamal in futuro (anche perché il mondo potrebbe pure finire da un momento all'altro), ho deciso di pubblicare questo pezzo proprio oggi, in una data che per me non significa un casso di niente per il momento. Un po' come tutte le altre. Solo su youtube per ora. Prendete e ascoltatene tutte/i. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è fortemente voluto. Se vedete qualcuno che porta il pesciolino rosso a fare una nuotata al lago comunque fatemelo sapere che così magari vengo a fare una storia instagram che possa competere con le centinaia di migliaia di selfie autoreferenziali in stile “chi che gà mia antadùr i se anta de per lùr” (traduzione: Chi non ha vantatori si vanta per conto proprio) oppure meglio ancora in stile “Ci sono anche io guardatemiiiiiiiiii!!!!! ehi sì sì proprio ioooo!!!! IOOOO!!!! CAGATEMI!!!!!!!”. E se trovate una bottiglietta di Ceres con dentro un bigliettino, sappiate che è per me. Se è piena di Ceres sappiate che è per me lo stesso. Potete anche berla. Infami ladroni!
Ora vi lascio all'ascolto del pezzo. Se vi va fatemi sapere che ne pensate mediante messaggio in una bottiglietta di Moretti. Se no potrei sbagliarmi con quella dell'anno scorso.
Detto questo ho detto tutto, buon ascolto ma soprattutto FORZA SVIZZERA!!! (Dovete rispondere "Sempre sia lodata"). Amen.


mercoledì 16 maggio 2018

SIA LODATA LA PEPìNA (SEMPRE SIA LODATA)


Il fatto che potreste pensare che sono pazzo ormai non mi spaventa più (Ma scusa ti ha spaventato ancora? No! E allora che parli a fà? Non parlo, scrivo). Fatto sta che ieri, da un'incolmabile tenebra buia dovuta prevalentemente al rientro da un “viaggetto” (percepita come una vera e propria odissea interstellare) in quella che ormai per me è la Città assoluta, pensavo che non avesse più alcun senso continuare ciò che sto facendo qui perché la mia vita vera è altrove. Avrei barattato il mio “Impero” per il nulla assoluto pur di tornare lassù. E probabilmente lo farò (anche perché il mio impero è il nulla assoluto). Ma non è questa l'ora. O meglio, non è l'ora di andarci completamente. Ho in ballo una missione da portare a termine. Danzica mi ha aperto il cuore. Forse come me lo aprì il Nepal nel 2007, quando nacque Kamal. Forse anche di più. Ne ho visti tanti di posti al mondo, belli, bellissimi, brutti, bruttissimi, mistici, fantasmagorici, magici, psichedelici, peccaminosi, tutto e niente. Lì però mi sono sentito a Casa. Per la prima volta. Non è il posto perfetto senza difetti. Tutt'altro. Se ci penso razionalmente dico anche “Sì bello! Però va beh non esageriamo...”. Ho pianto la sera prima di rientrare in Italia. Era da secoli che non accadeva. Ho pianto pure una volta rientrato, disperato. Stamattina mi sono svegliato nella luce comunque. Nella Luce di una nuova consapevolezza. Quel posto esiste davvero ed su questa terra! Già il fatto di saperlo mi riempie di gioia, di energia. Mi da nuova linfa per quello che sto facendo. Nuovi suggerimenti su come farlo, nuovi punti di vista. Forse mi sono preso solo un abbaglio, può essere. L'avevo presa un po' alla leggera sta storia di andare al matrimonio di un vecchio amico in Polonia e invece grazie a quell'invito ho avuto l'occasione di conoscere la mia personale mecca (intendo Danzica, non la Polonia in generale), che poi magari dura quattro giorni e me ne dimentico, ma ciò non ha alcuna importanza, quel che conta è  che ci sia. Credo che se avessi avuto su la chitarra mi ci sarei fermato. Al matrimonio (che non era a Danzica ma in un paesello sperduto tra le campagne a circa un centinaio di km a est da lì circa) comunque una piccola chicca kamalica si è manifestata. C'era un gruppo folk locale composto da una violinista (bionda, non era Mirela però, a occhio e croce avrebbe potuto essere sua nonna) una fisarmonicista-cantante, un percussionista e un mandolinista (ecco qui sotto una foto della suddetta band durante l'ora dell'aperitivo in giardino, ovvero prima di avere a che fare col sottoscritto)
e, quando sono stato invitato a salire sul palco a cantare qualcosa “di tipico” con loro, dopo aver svuotato l'ennesimo bicchierino di vodka ed essermi scaldato le corde vocali con il superclassicone folk “Lo Spazzacamino”, mi sono lanciato in una selvaggia interpretazione de “il cafè de la Pepìna” di Bonomelli, Bonomelli, davanti a un pubblico eterogeneo e multietnico (prevalentemente polacco, austriaco e alto-atesino, con piccolissime minoranze camune, ispaniche, milanesi e afro-emiliane) danzante all'inverosimile. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni (Mogol,Battisti). Contare che qualche ora prima stavo cantando in chiesa durante la messa canzoni completamente sconosciute in latino, polacco e tedesco. Contando che non conosco nessuna di queste lingue, meglio così (però le bestemmie le pensavo in italiano). Ebbene sì lo confesso ho cantato in chiesa. Ma mica in chiesa come cantano tutti i culi bianchi qualunque che vanno a messa la domenica, bensì proprio sull'altare (più o meno... non è che adesso di punto in bianco divento prete...). Ho fatto parte del coro ufficiale del maestro Martin l'altoatesino. Che ci volete fare, mi hanno incastrato (...e un po' l'ho fatto pure per far colpo sulle fichette polacche...). Ebbene sì ormai l'ho confessato. Spero che Satana non si offenda negandomi il saluto. Ogni tanto bisogna pure peccare, eccheccazzo! E va beh... nulla! Avete rischiato di perdermi nei meandri della chiesa cattolicapostolicaromanapolaccoaltoatesina.
E invece a un certo punto la messa è finita, andate in... Mona! Quindi è arrivata la Pepìna tutta bella pimpante. Un'apparizione mistica o una semplice allucinazione da vodka?
Risposta N°1: Non importa, l'importante è che si sia manifestata. Amen.
Risposta N°2: Lo Scopriremo solo vivendo (Mogol,Battisti).

Se volete farvi un tatuaggio fashion o semplicemente un giro in una bella festa piena di gente e situazioni variopinte ascoltando anche un concerto di Kamal (accompagnato al violino da Mirela quella originale) vi aspetto domenica alle 12:30 (subito dopo la Santa Messa) alla Brescia Tattoo Fest di Montichiari.

Se no vi inviterò prima o poi al mio matrimonio in Polonia. O in Svizzera.

P.S. Fiori rosa fiori di pesco (Mogol,Battisti).