E va beh ho smesso
di scrivere per un po' ma nonostante “Morire” non sono morto. Più
che altro avrei avuto solo lamentele e non sopportando più chi si
lamenta di continuo, tutta sta
serietà-pesantezza-impegno-catastrofismo-ducoioni e via dicendo ho
preferito dedicarmi ad altre attività più o meno ricreative, più o
meno inutili. Ormai lo sappiamo tutti da un bel po'... i politici
rubano, il sistema è malato, i concorsi sono truccati ma soprattutto
non ci sono più le stagioni di una volta. E grazie al cazzo, una
volta è una volta, questa è un'altra. Punto e stop. Passiamo al
prossimo capitolo.
Se volete venire a
sentirmi dal vivo, dato che credo e spero che sarà sempre più
difficile farlo a queste latitudini, ci vediamo sabato 21 settembre
al Porto Nuovo di Lovere (BG), orario pomeridiano (ore 16) per
permettere anche ai più piccini di imparare nuove parolacce più o
meno eco-friendly. Seguiranno i concerti di altre fantastiche band
ovvero Non-Non, West Fargo, Junior Ballet e Magora, per non
dimenticare l'interessantissima rassegna “I vestiti della Musica”
di Paolo Mazzucchelli ( ecco il link ufficiale dell'evento:
https://www.facebook.com/alternativeprobonofestival/?__tn__=K-R&eid=ARCr7Ewsg15zA2e5Ow8aHHa9vKOm5HR4vzDqoFroaVzH1xo
).
Il ricavato sarà devoluto in beneficienza quindi accorrete in
massa e consumate un po' di tutto, dal mio punto di vista anche
amplessi, però non so se le correnti leggi umane lo consentono in
ambienti pubblici (sappiate che comunque io sono assolutamente
favorevole, purché ci siano un briciolo d'amore e di poesia). Tutto
questo vista lago. Non son se rendo... Sarà anche in provincia di
Bergamo però dai il lago è il lago... Non sarà il mare comunque
c'è di peggio.
So che fino ad ora è
passato un po' in secondo, se non in terzo, quarto, quinto,
millionesimo piano...
In realtà non è
uscito solo un video la settimana scorsa bensì anche un EP
(digitale). Inizialmente il “singolone” doveva essere un altro.
Addirittura alcuni dei pochissimi intimi che lo avevano ascoltato un
bel po' prima dell'uscita mi avevano intimato di pubblicarlo il prima
possibile perché sarebbe stata la hit dell'estate 2019. Comunque sia
siamo ancora in tempo. C'è ancora un bel mese abbondante di estate e
grazie al surriscaldamento globale potremo protrarci anche fino a
Natale o giù di lì.
Potrebbe
essere considerato un pezzo (sto
parlando al singolare anche se in realtà l'EP è composto da tre
canzoni ma io mi concentro prevalentemente sulla prima) “osè” e
probabilmente, grazie a Dio, lo è, nonostante lo spelling che rende
il tutto un po più esotico (e non solo erotico). Io lo vedo più
come un inno religioso e infatti è nato durante un momento di estasi
mistica-boschiva, suggeritomi direttamente dagli spiriti ancestrali
che ivi (non vi dico dove se no ci aprite un chiringuito e ci fate
suonare le cover band di Ruggero dei Timidi) dimorano. Quindi siamo
nell'ambito della musica sacra, oltreché in quello delle canzonette
estive senza troppe pretese.
Ogni ulteriore parola sarebbe di troppo... Vi lascio all'ascolto del
mio nuovo EP, fatene tesoro e... mi raccomando... il decoro!!!
PS
se volete
contribuire alla nobile causa dell'Arte su bandcamp potete anche
scaricarlo a prezzo modico, i compensi verranno investiti in nuovi
progetti artistici, nel pagamento di debiti legati a una lunga e
fallimentare carriera musicale, ma soprattutto nell'acquisto di
un'astronavicella spaziale per i prossimi tour interstellari.
Trattasi di un
pericolo da non sottovalutare, non tanto per il mare in sé (con le
sue splendide colorazioni con gradazioni che vanno dal giallo
cacarella al leggendario blu di prussia) ma bensì perlopiù per le
sue regioni, i suoi agglomerati urbani, umani e via dicendo. Il
problema principale è il fatto che poi, almeno nel mio caso, non si
a più voglia di andare via. Forse dovrei provare ad andarci
d'inverno. E se devo dirvi feondamentalmente cosa mi ha colpito delle
zone visitate nella settimana appena trascorsa (ovvero Riga e
dintorni marittimi, Vilnius, Kaunas e dintorni) non so nemmeno bene
dirvi cosa. Forse che non mi aspettavo che la Lettonia e la Lituania
fossero così profondamente diverse tra loro (la nordicità russofila
della Lettonia messa accanto alla profonda “terronaggine”
pseudomediterranea della Lituania, due mondi completamente diversi,
accumunati forse “soltanto” da foreste sconfinate, dai tetti in
eternit delle zone periferiche ed agricole, dalle valkirie passesche
che si aggirano sinuosamente pressochè ovunque e da idiomi che
assomigliano vagamente al friulano). Fatto sta che pure sto giro
(come l'anno scorso al momento del ritorno dalla splendida Danzica)
sono riuscito con la forza del pensiero a posticipare di un'ora la
partenza dell'aereo che mi ha tristemente riportato sano e salvo in
terra natìa. E va beh comunque forse la cosa più speciale che ho
trovato lassù è semplicemente il fatto di essermi preso una bella
distanza dall'amata/odiata/deturpata e infinitamente bestemmiata
Valle Camonica. Ma va beh a parte queste paranoie che immagino vi
abbiamo già da un po' fracassato i maroni, torniamo al succo della
questione. A Riga sono stato anche intervistato da un paio di radio e
ho partecipato attivamente al Festival Origo Summer Fest (con altri
artisti di Pa74music e Videofestival live grazie ad Alessandro
Porcella e Victoria Moro). E nonostante la “resaca” terrificante
che avevo in piedi il giorno del concerto per colpa di un mix di
birra scura lettone, cibo laido e untuoso e black balsam (amaro
tipico di Riga una sorta di via di mezzo tra Fernet e anima nera ma
molto più malefico) l'ho portata via piuttosto bene e posso anzi
asserire che la musica mi ha guarito e sempre sia lodata. Si sono
esibiti anche altri artisti italiani ovvero Hiddenwolf e Levent Rihan
& Dj Dani (già compagni di tour il Bulgaria il mese scorso), il
mitico bluesman teutonico Jørg,
quel pazzoide del cantautore ucraino Jakov Smirnov, più diverse
ragazze locali splendide e bravissime oltrechè perlopiù piuttosto
ultraminorenni, anche alcuni ragazzi ma chissà perché quelli non me
li ricordo. Quindi sì è
stato un bel festival (di
cui trovate qualche foto e video qua e là su questa pagina),
nonostante il fatto che come pezzo finale abbiamo eseguito tutti
assieme un pezzo dei Ricchi e Poveri. Ebbene sì lo ammetto. Non ho
cantato ma ne ho suonato gli accordi, sbagliandone pure alcuni qua e
là se ben ricordo. E li sì che c'è stato il delirio generale tra
la folla. L'abbiamo fatto anche in Bulgaria, ripetutamente ma finora
avevo preferito tacere per pudore ma è giunto ormai il momento di
tirare fuori gli scheletri dall'armadio. In tutti i sensi (chi vivrà
vedrà...). Oltre a ciò anche un paio di “buskerate” per la
strada non sono mancate. E va beh a Vilnius sono addirittura stato mezzo fidanzato per un giorno (e non ha ancora nevicato!), ma questa è
un'altra storia. Chiudo qui il capitolo baltico se no mi viene il
magone (come se non ce l'avessi già ed è talmente grosso che fa
delle magie incredibilmente enormi...).
Passiamo
ora al capitolo camuno-cenomane-alpino-lumbardoveneto.
Mercoledì
prossimo, ovvero il 14
agosto, vigilia di
una festa che non ho capito ancora bene di cosa si tratta (forse la
prima mestruazione di Maria madre di Dio?), alle
ore 18 presso
il Cortile Casa Rivadossi (in caso di calamità naturali di entità
gagliarda presso l'Auditorium Comunale) a Borno
(BS) io e la
violinista/cantautrice
più fichissima dell'Unione Europea ovvero
Mirela Isaincu, facenti
parti del neonato progetto “Shomannati” apriremo con qualche
canzone nostra e altrui la presentazione
del libro “La mia
prima volta con Fabrizio de Andrè. 515 storie” di
Daniela Bonanni e Gipo Anfosso in occasione del Festival
“Dallo Sciamano allo Showman”.
Ingresso libero e ci sarà pure il rinfresco. Per maggiori
informazioni sulla serata e sul festival visitate il sito
www.shomano.it .
E
niente per oggi abbiamo finito. State all'erta. Stanno arrivando!!!
C'è chi dice che
sono sempre in giro. “Come la merda nei tubi” aggiungo io.
Grazie
a Dio. Dato che i miei rapporti con la mia terra natìa sono sempre
più incrinati (sto pensando di chiedere asilo politico in Val di
Scalve...) sarebbe tragico se così non fosse. Quindi la prossima
settimana continua la mia avventura “intraeuropea”, stavolta in
terra baltica. Con a grandi linee la medesima compagnia con cui andai
in Bulgaria.
Una data ufficiale, il 2 agosto in centro a Riga
(Lettonia), in occasione del festival “Origo Summer Stage”. Ma
dato che stavolta la chitarra verrà con me ci saranno numerose altre
occasioni prima, dopo e durante, magari sconfinando anche nella
vicina Lituania. Vi dirò, o magari non vi dirò perché avrò altro
da dire, vedremo... Dai Balcani al Baltico il passaggio è breve.
E
in terra baltica (un po' più a sud) ci lasciai già un gran “pezzo
de core” l'anno passato, magari ne ritrovo qualche scheggia portata
dalle onde. Magari invece ne lascio un altro pezzetto. Più che altro
vorrei lasciarne un pezzettino a chiunque avrà modo di ascoltare ciò
che ho da cantare e da suonare, in Europa ma soprattutto in Val di
Scalve.
E la Svizzera? Ha rotto i coglioni... Chiuso il capitolo. Questo è quanto, a risentirci presto con esilaranti
aggiornamenti.
Vi lascio con la locandina dell'evento superpasseschissimo a cui parteciperò a Fi... ehm... a Riga!
“Non bisognerebbe
mai ritornare” insegna il maestro Guccini. Pure nel mondo dei rave
e delle “storie” di usa dire “non si rientra più”. Ma allora
perchè al rienro del figliol prodigo si celebra una grande festa con
tanto di vitello grasso e di ballerine cubane in topless? Semplice!
Perchè in realtà il figliol prodigo è “rimasto fuori” e per
lui tornare dove era già stato è semplicemente un nuovo viaggio,
perché nulla è come era già stato. Per me (che probabilmente non
sono ancora giunto al livello di coscienza superiore del figliol
prodigo, anche se ci sto lavorando duramente...) è sempre un trauma
ritornare “a casa” da un viaggio, in particolar modo se il
viaggio è stato una meraviglia condivisa con persone e situazioni
veramente fichissime. Mi sale una depressione angosciosa indicibile,
un senso di vuoto incolmabile, la sindrome di Piero Ciampi misto
Luigi Tenco misto sticazzi. Poi comunque passa, come tutto, bello,
brutto o neutro che sia...
Fatto sta che
l'appena terminato tour bulgaro è stata un'esperienza indescrivibile
(e vi va bene perché se dovessi iniziare una descrizione anche poco
dettagliata “te halüde
Ninèta!”*) che mi ha arricchito parecchio a livello di coscienza,
gioia, pensieri, parole, opere e omissioni. Soprattutto omissioni. Le
omissioni secondo me sono il peccato più grave tra quelli
sopracitati. E purtroppo sono un noto peccatore in tal senso.
Comunque sia non ci sono state solo omissioni, ma pure qualche
emissione (soprattutto di cazzate, a raffica...) quindi va bene così.
Quella più grossa che ho combinato è stata il fatto di non essermi
portato una delle mie chitarre. Ne ho spupazzate diverse di varia
forma e colore ma purtroppo per troppo poco tempo per i miei gusti.
Non sono portato per le “sveltine” e pure le situazioni
occasionali diventano sempre meno allettanti. Non dico proprio una
Juanita, ma anche un'altra “signorina” del mio entourage
chitarristico avrebbe spaccato molto di più il culo al mondo di
quelle chitarrucole adoperate qua e là. Anche perché l'avrei
suonata 24 ore su 24 e probabilmente sarei ancora là a strimpellare
“la Pepìnika” o “Biis Matinov” per le strade di Plovdiv o di
Velingrad e lì sì che si sarebbe rimasti fuori ma di bruto bruto bruto.
Almeno fino a ferragosto... Però sono dovuto tornare al cantiere per
una buona causa e presto i risultati saranno tangibili e forse me ne
sarete grate/i.
E
niente... a brevissimo grosse novità in arrivo...
Per
il momento vorrei salutare e ringraziare i miei compagni di viaggio
di questo fantastico tour bulgaro (ecco
qui una foto molto fica dell'entourage artistico)
ovvero Mirko e Valerio
little band, Chiara Hudson Falasca, James Ghelli, Andrea
Manocchio,Levent Rihan & Dj Dani, Hidden Wolf, Alessandro
Porcella, Victoria Moro, Agir Manas, Ronaldo e Rodrigo Dimitrov,
Roberto Turati, Lia, zio Enzo, Dino, Stefano, Marco e pure l'autista (anche se a mio avviso dovrebbe prendere un po' di lezioni di guida spericolata da qualche "turbodituono" oldschool che conosco io, e ve lo dice uno che ha paura della velocità, ma a casi estremi, estremi rimedi).
E non so se sapete
che ieri mi hanno pure nominato presidente della Repubblica Bulgara
(ecco qui sotto la prova fotografica). Ho proposto l'annessione alla
Svizzera (la Bulgaria ne sarebbe divantato il 27° cantone) ma sono
stato pesantemente osteggiato dall'Unione Europea con pesanti minacce di crocifissione in sala mensa, per cui mi sono
dimesso seduta stante e sono tornato in Valcamonica a fracassarmi/vi
i maroni.
Chiudo
con un video de “La pillola anticrisi” suonata allo Stadio romano
di quel gioiellino urbano balcanico volgarmente chiamato Plovdiv.
Passo
e chiudo.
colonnelloКарлов Камал Бономелиex presidente lampo di
grande tera di Bulgaria.
PS.Fate
ballare occhi, orecchie e tutto il resto che tra poco arriva “la
bomba”.
*"te halüde
Ninèta!" trad. letterale dal camuno "Ti saluto Ninetta" si usa per indicare qualcosa che tarda ad arrivare oppure che dura tanto... in sostanza è un lunghissimo lasso di tempo.
Da poco rientrato
(per modo di dire, è un continuo volar fuori senzi sosta....) da un
piccolo tour non musicale bensì eno-silvo-filosofico (con retrogusto
acido di pesca melba indigena del Paraguay...) in diverse zone del
pianeta terra ovverosia la bassa mantovana, la Versilia e i
fantastici (soprattutto per la fauna locale, in particolare la
selvaggina...) Monti Lepini, sopravvissuto alla grande ondata di
caldo africano (che poi in realtà non è il caldo in sé il problema
ma sono le lamentele continue di chi non lo sopporta, e se ci pensate
bene sono gli stessi che quando fa fresco si lamentano che si muore
di freddo e quindi riscaldano a manetta, mentre ora cercano conforto
nei condizionatori che a loro volta non fanno altro che alimentare il
surriscaldamento globale. Credo che il problema non sia né il caldo,
né il freddo, né la pioggia, né la neve, né il terrorismo, né il
governo ladro ma sia perlopiù un problema interno. Però se la
maggioranza della popolazione ne soffre non può essere catalogato
come “malattia”. E va beh mi fermo qui perché sto già passando
“dalla parte del torto” ovvero nella schiera dei rompicoglioni
lamentosi moralisti frustrati invidiosi e cagacazzi), mi appresto ora
a ripreparare la “valigia” (metto tra virgolette perché trattasi
di uno zainetto molto meno pesante di quello di un qualsiasi scolaro
delle elementari, medie o superiori che sia) per l'imminente tour
bulgaro. Qui sotto trovate la locandina ufficiale dell'evento.
Oltre a tutto ciò,
come già vi ho accennato, nonostante la calura, ho della roba bella
tosta a bollire nel pentolone magico. Nelle settimane passate ho
fatto l'immensa cazzata di spifferare qualcosina qua e là ma da
questo momento acqua in bocca (basta vino per un po'...). Vi basti sapere che sto lavorando duro
per il bene/male/variedeventuali dell'umanità (madonna quanto
cazzo se la tira sto qua...). E non vi do nessuna data da
segnarvi per eventuali uscite discografiche o giù di lì. Le cose
più fiche arrivano quanto meno ce lo si aspetta e dato che sto
preparando roba a mio avviso molto fica (o almeno ci si prova...) vi
prego di non pressarmi. Relax!!! Piuttosto pensate a vivere la vita
degnamente e l'Universo vi ripagherà. Se non lo farà lui vi pagherà
qualcun altro. Se non vi pagherà nessuno potete sempre puntare sul
reddito di cittadinanza, meglio se svizzera a questo punto...
Sappiate che fino ad
ora mi sono trattenuto parecchio. Soprattutto negli ultimi anni. Ma
quest'anno ho deciso di lasciare uscire a pascolare “la belva” di
tanto in tanto. Il problema è che nutrendosi quasi esclusivamente di
carne di primati devo tenerla un po' d'occhio se no fa casini.
Con questo vi auguro
una fantastica estate piena di gioia, amore, pace o guerra, ciò che
più vi aggrada! Se vi piace lamentarvi vi auguro un'estate stracolma
di lamentele e al contempo spero di non incontrarvi e anzi, spero che
incontriate sulla vostra strada “chèl del formài”
(traduzione: quello del formaggio, ovvero quello che per ristabilire
l'ordine naturale delle cose o per dirla in maniera un po' più new
age per la legge karmica, ti fa nero di botte).
Ora vi lascio con la
frase zen più gettonata dell'estate 2019...